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    December 02

    Memoria

    Le medicine non mi soccorrono più;

    aumenta l'enfiagione delle mie gambe;

    e sonnecchio seduto più che disteso.

    Uno dei vantaggi della morte sarà d'esser disteso ancora, in un letto.

    Ormai, tocca a me consolare gli altri.

    Gli ricordo che da tempo, ormai,

    la morte mi appare la soluzione più elegante dei miei problemi;

    come sempre, i miei voti finiscono per realizzarsi,

    ma in modo più lento, più indiretto di quel che potessi mai credere.

     

    Mi rallegro che il male m'abbia lasciato la lucidità sino all'ultimo;

    di non aver dovuto subire la prova dell'estrema vecchiezza,

    di non esser destinato a conoscere quell'indurimento,

    quella atroce assenza di desideri.

     

    Se i miei calcoli son giusti,

    mio padre è morto pressapoco all'età alla quale io son giunto;

    la mia vita è già stata d'una metà più lunga di quella di mio padre, morto a quarant'anni.

     

    Tutto è pronto.

    Il piccolo gruppo degl'intimi si stringe al mio capezzale.

    Cabria mi fa pena. Le lacrime mal si addicono alle rughe dei vecchi.

     

    Il bel volto di Celere è, come sempre, singolarmente calmo;

    è intento a curarmi senza lasciare trapelar nulla

    che potrebbe contribuire all'ansia o alla stanchezza d'un malato.

    Ma Diotimo singhiozza, la testa affondata nei guanciali.

    E, tuttavia, l'esile spalla si agita convulsamente sotto le pieghe della tunica; sento sotto le dita queste lacrime deliziose.

    Fino all'ultimo istante,

    Adriano sarà stato amato d'amore umano.

    Piccola anima smarrita e soave,

    compagna e ospite del corpo,

    ora t'appresti a scendere in luoghi incolori,

    ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti.

    Un istante ancora,

    guardiamo insieme le rive familiari,

    le cose che certamente non vedremo mai più...

    Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti...

     

    Animula vagula, blandula,
    Hospes comesque corporis,
    Quae nunc abibis in loca
    Pallidula, rigida, nudula,
    Nec, ut soles, dabis iocos...
     
    P. Aelius, Hadrianus, Imp.

    November 16

    LA MIA STRADA

     

    La mia strada è un sentiero che vorrei aver già scoperto.
    Credevo di averlo ben chiaro, anni fa.
    Invece  continuo ad inciampare in ghiaia e violette,
    i miei piedi nudi imbruniti
    da  polvere e pioggia invischiata fra i sassi.
     
    La mia strada non ha un nome, è direzione senza meta.
    E' un rigagnolo di vita qualunque
    che si inerpica su una collina docile...
    Argini sconnessi, falle e buche aggiustate dal tempo,
    dalle corse di altri angeli bambini,
    dal passeggiare lento e cadenzato dei miei passi.
    Leggeri,  come i salti di uno stambecco.
     
    Serbo pensieri stretti come vestiti smessi,
    conservati per ricordo e paura,
    nostalgia e timore di non essere più bambina.
    Intreccio margherite, fiori per ingannare la mente,
    quasi a voler per ubriacare la paura.
    E quando il sole gira scende il freddo.
     
    Girotondo per il mondo,
    foglie al vento, bruciate al sole,
    come fogli di rame illuminano il sentiero.
    Vento sulla pelle,
    a seccare lacrime negli occhi,
    a immortalare sorrisi flebili,
    leggere increspature sulle guance.
    Sorrido, lievemente.
     
    Nascondo la speranza
    perchè non venga ingannata dalla fortuna.
    La mia strada è solo un insieme di passi.
    Vivere è decidere se  fermarsi a guardare l'orizzonte,
    guardare in cielo o per terra.
    Poi lanciare una moneta.
    Testa o croce.
    E alla fine mettersi a camminare.

       


    April 10

    Polvere

     

    E camminare sul lungomare,
    quando tira vento da dietro,
    mi fa stare tranquilla.
     
    L'acciottolato è incrinato,
    devo stare attenta, ma non troppo.
    Perchè qui posso concedermi la felicità.
     
    Tremano i muscoli,
    rincorrono i miei occhi vivaci
    che annaspano all'ultimo sole.
    Guardo un po' più in là.
     
    Fermo la vita in questo respiro,
    di una donna segreta che solo pochi occhi hanno visto.
    Passi fuggenti di chi ha riso di me,
    dell'assurdo dispiegarsi della vita, alle volte fata gramigna.
     
    E se credi alla ragione,
    scegli almeno il silenzio.
    Non ho parole per spiegare
    di come una nuvola m'incanti la vista,
    mentre la storia mi passa accanto.
     
    Ed è solo per stranezza che consumo scarpe,
    cercando un alibi per non andarmene.
    Aggrappata, mio malgrado, ad un letto che non amo.
     
    Ho pensieri in affitto che pagano i conti con il presente.
    E sogni imbastiti male che non sanno nemmeno volare.
     
     
    Un passo, un altro.
    Guardami ora. Mai più la stessa.
     
    Tatuato su una panchina
    deve esserci ancora il mio nome,
    nome vecchio vent’anni.
     
    Indelebile,
     Come la vita che scoverai sotto tutta questa polvere.
     
    Moon
    November 24

    Terremoto

    La frenesia mi scalda le vene,

    il cuore pompa sangue buono.

    Resta calma, attenta, mi dico.

    Se puoi, in disparte.

    Allena con cura il tempo.

    Rendilo resistente, ai piccoli dolori, alla sfortuna e al rancore.

    Che come ruggine consuma le tue energie.

     

    Non ti curar che di due cose.

    Delle tue scarpe e delle parole.

     

    Le prime consumale, per fottuto desiderio di godere.

         ...che troppi angoli di mondo sono ancora  da vedere.

     

    Le seconde coltivale, quando di parlare sarai stanco.

    Con le stagioni che verranno, ma senza troppa finezza.

    Falle riposare su un foglio, invecchiare.

    Come il vino buono.

     

    Brinderemo.

    Mescolando sapori di vita.

    Il tuo bicchiere è già colmo.

    E lo vedo nel profilo del tuo sorriso,

    nello scorcio di quegli occhi che non temono il tramonto.

     

    Non tremare, non sprecare il tempo ad aver paura.

    Voglia di cadere, di guardar scivolare la polvere,

    con il muso a terra, donna e bambina insieme.

    Con in gola un  solo grasso desiderio.

    Di ridermi addosso,

    anche quando le lacrime scenderanno a bruciarmi le ginocchia sbucciate.

    Ho occhi gonfi di aspettative, lucidi.

    Pronti a scoppiare.

     

       (Ci sono parole da sottolineare. Le più schive, le più sane.)

                                                      

               Moon

    abbraciami

    September 18

    Tattoo

     

    Perchè le storie le abbiamo già addosso.
    Gli anni tatuati.

    I finti amori, i veri dolori.

    E giuri di non rifarlo più. Mai più.
    Poi un giorno t'innamori.
    Di qualcuno che ti insegna a fidarti.
    E che misuri i passi al posto tuo.
    Perché, tu, hai già perso il conto.
    Hai segnato solo i saluti.
    Che quelli non vorresti mai contarli sul muro.
    Adesso.

    Io.

    Un bacio per l'andata. Uno per il ritorno.
    Che si senta.
    Il sapore di vita bella.
    Dolce e goloso.
    Riportalo qui.
    Presto.
    Per te.
    E' tutto sole.
     

    July 08

    L'erbavoglio

    Perché è così che tutto ha inizio.
     
    Sono morta mille volte per arrivare fin qui,
    a guardare lo splendore del tuo smarrimento...
    voglio questa bellezza,
    voglio l'amore senza il peccato mortale della promessa,
    voglio essere la tua sposa senza il velo infame della purezza,
    nuda all'altare e la luce Divina ad avvolgermi le cosce...
     
    voglio essere il nido del tuo ritorno,
    voglio che il mio sia il nome da covarti in gola,
    prima che si tramuti in sussurro o canto,
    mai in bugia,
    voglio le tue dita a sfiorami, sempre, gelose senza possesso,
    voglio l'amore senza scuse.
     
    Voglio tutte le strade che ho perduto,
    voglio la vita senza rabbia delle comete che ritornano,
    voglio che inventi per me un calendario nuovo ogni giorno,
     al mattino, per spezzarlo al buio di notte quando mi cercherai affamato...
     
    Voglio tutta la tua fantasia a disegnarmi,
    voglio una storia per ogni petalo rosso della tua rabbia,
    voglio essere la tua spada mortale,
    voglio che tu mi deponga come alla fine di una guerra,
    voglio essere il sole ad asciugarti il sangue sulle mani,
    voglio il tuo sangue. Voglio esserci. Per sempre.
     

    Moon

     
    June 09

    Like Degas

    >
     
    E può accadere.
    Che i pensieri prendano forma.
    Che fioriscano, specchiati in una anonima vetrina.
     
    Danzano svelti i miei pensieri
    in una ridda di suoni e di voci...
    unico spettatore:
    il mio sorriso compiaciuto.
     
                       Moon
    May 27

    Blood

    "...Ecco.
    Credeva di uccidermi?
    Sotto questa cappa non ci sono né carne né sangue da uccidere.
    C’è solo un’idea.
    E le idee sono a prova di proiettile..."
     
     
    May 06

    In Paris

    Métro Paris.
    L'Universo racchiuso in una scatola di latta.
    Viandanti che pendolano.
    Sospensione spazio-temporale
    Occhi che guardano.
    I miei.
     
    Moon
     
     
     
     
    April 23

    Uno

     

    Unoperunougualeuno.

     

    Da soli siamo uno.
    Universo unico.
    Un nome un cognome
    Un fegato una mente
    Un cuore.
    Un cervello pulsante.
     
    Due uno, insieme:
    Sono sempre due uno, mi direte.
    Due biglie in un sacchetto.
    Due matite nero china.
    Due chiavi che ticchettano.
    Due uno.
     
    Poi…
    Per uno strano gioco di forze oscure,
    accade che due
    possan divenir uno.
    Strana simbiosi,
    affinità selettive
    scoperte inconsapevoli
    impasto di fiati
    incroci di tempo.
     
    Ma può accadere.
     
    E noi…
    quando dei due faremo uno.
    uno aiuterà uno a trovare la strada.
    gli darà la sua casa.
    una casa per due da dividere in uno.
    quando dei due faremo uno.
    uno farà l'amore con uno tutti i giorni.
     e tutte le notti.
    e ci sarà un solo letto.
    e un solo odore.
    UNO

     

    April 04

    Emotive Distorsioni

    ME

    Ho le mani calde e le dita che sembrano consumarsi.
    Ho i sensi stretti dentro suoni di tamburo,
    come rintocchi sordi a blandirmi l'anima.
    Come carezze striate di forza, appena tirate,
    scivolate dietro al suono lungo di un altro accordo.
    E le braccia forti, già in allarme.
    Pronte a sostenere uno sforzo improvviso.
    Sentinelle vigili di muscoli molli.
    Sono scomoda perfino su questo letto. Oggi.
    Non lo so se sia il tempo che è girato in pioggia o il cuscino mal amalgamato.
    C'è odore di bruciato, di foglie zuppe.
    E profumo di marzapane.
    Che si scioglie piano in bocca, si incolla sulle dita, si sbriciola sulla labbra.
    Imperfezioni golose sul viso,
    mi strofino il naso col palmo di mano…
    A gioco di gatti, con gli occhi stretti, mi sento bambina.
    Pizzico le labbra con le dita a cercare un altro granello da mandare giù.
    Quando qualcuno mi guarda, faccio gli occhi grandi come a dire benvenuto.
    Ma non parlo…a volte chissà in quanti si chiedono che timbro di voce ho….
    A volte  inseguo le note corte,
    a volte allungo qualche  vocale,
    come se un qualche posto mi abbia lasciato in gola qualche accento preciso…
    E' che dico solo quel che serve.
    E poi mi guardo attorno, come per far parlare le cose al posto mio.
    YOU
    Hai una borsa verde naja , un'agenda fitta di inchiostro china,
    un maglione a collo alto, un paio di jeans piacevolmente sdruciti,
    cerchi casa, due occhi curiosi, mani che cantano.
    Questo è quel che so di te.
    E cento altre cose vorrei sapere.
    Se ami il mare, se giochi con la sabbia affondando i piedi.
    Se ti piace la torta di mele. Se di notte sogni. Se hai smesso di farlo.
    Se quando sorridi a labbra strette e le guance ti si riempiono, sai di essere bello.
    Oppure non te importa nulla.
    Tu che sai gioire per nulla, tacere per sempre o pregare a voce alta…
    Vivere. Anche senza darlo a vedere.
    E pensare che tu, come me d’altronde, credevi non si potesse più farlo…
    Invece adesso hai l’universo che ti scoppia dentro…
    Ed io sono venuta a colorarlo.
     
    OUT
    Sulla strada passano auto.
    Non ci son trenini, ninnoli e generali di zucchero a proteggermi ora.
    Io già ferita di guerra,
    ma guarita dai colpi di battaglia.
    Risuonano solo ogni tanto sfuocati ricordi…
    O sono rintocchi di maestro indiano su tabla, chi può dirlo.

    Mi addormento contando a rovescio.
    Dieci, le mie dita.
    Nove, libri sul comodino.
    OUTOtto, candele da spegnere.
    Sette, passi da fare.
    Sei, quaderni da scrivere.
    Cinque, giorni per lavorare.
    Quattro, parole da lasciare.
    Tre, dolori da dimenticare.
    Due, le nostre anime da accudire.
    Una.
    Piccola ombra di luce. Io.

    March 17

    colour

     

    C'è sempre una parte fortunata di mondo,
    quella che a scuola ti facevano colorare di verde.
     
    Il rosso stava sempre più sotto…
    rosso come gli errori di grammatica,
    rosso come l'alt del semaforo,
    come un pugno allo stomaco
    quando diventi grande
    e non dai tutto per scontato.
     
    Piccole parti di terra erano gialle,
    i sopravviventi, quelli in rincorsa,
    alla ricerca di striature,
    se non proprio verdi almeno vicini
    a colori di campi baciati dal sole.
     
    Senza l'arsura,
    rigagnoli di blu,
    gocce di speranza.
     
    Ma se ti distrai un attimo la sabbia
    finisce nel pacchetto del villaggio vacanze e,
    passeggiare lasciando orme leggere sul bagnasciuga,
    diventa un lusso...
     
    Ho colorato la mia vita di verde,
    più per buon auspicio
    che per desiderio di denaro.
     
     
    Ha piovuto tanto in varie e diverse stagioni,
    ho coltivato poche rose in un giardino.
    Ancora ne sento il profumo.
    Hanno un nome preciso,
    spine che non pungono ma proteggono.
     
    Sul mio balcone c'è una girandola
     per far giocare il vento,
    perchè, al mio risveglio, 
    lui sia lì, a sussurrare,
    appoggiato alla mia finestra.
     
    Buongiorno al sole e alle nuvole...
     
    Dicono che sia sempre lo stesso cielo
    che ora con te riposa, 
    e ti porterà il mio saluto
    con il ritardo di una notte di sogni.
     
    Ti risvegli nella mia sera,
    ti svegli con me,
    con ciò che di te ho portato addosso.
     
    Attorno il mondo è a colori.
    Appesa ad una fotografia,
    ti saluto dalla finestra
    che vede spuntare la Luna.
     

    Moon

    February 28

    without ticket

    So di essere popolata da contraddizioni e ritmi altalenanti.
    So di essere imbambolata a volte. 
    So che non è un bene abituarsi a situazioni-cose-persone-verdure
    per loro natura mutabili e inaffidabili..(so che le zucchine dopo
    tre giorni di frigo, il quarto si rammolliscono, per esempio).
     
    So che se non tengo una cartina stradale in borsa,
    ovunque io mi trovi, mi sento sperduta.
    So di essere sperduta.
    E che una cartina è solo un foglio di carta
    piegato male e imbrattato di strade.
     
    So che se stringo forte le palpebre ed esprimo un desiderio,
    quello non si avvererà comunque.
    So che la musica è astratta e che io non sono una nota.
    So che le mie emozioni sono dettate dai miei umori,
    quindi se sorrido non vuol dire che io sia felice.
     
    E che se non dico nulla è perchè è il momento giusto di parlare.
    Ed io parlo sempre al momento sbagliato, 
    quando i miei timpani non ascoltano.
     
    So che i giorni si accavallano
    e che fare croci sul calendario non serve a trattenerli.
    So di stizzire i treni quando li rincorro.
     
    So che se prendo una decisione definitiva, dopo pochi minuti cambio idea..
     
    Ed è per questo che sovente non prendo decisioni.
    Ma le decisioni non prese sono come le decisioni estorte.
    Hanno il cattivo odore e l’inconsistenza della carta che brucia.
    Ti accartocciano la volontà fino a farti credere di non averne.
    Ti fanno saltare al passo successivo, senza godere di quello precedente.
     
    Io so esattamente cosa vorrei in questo momento.
    E so esattamente di cosa sarò privata.
    E so esattamente che le lacrime di coccodrillo
    non si addicono a me.
     
     
     
    (I coccodrilli  non soffrono di peccati originali,
    ma del complesso da borsa  mancata, o da scarpa spaiata....
    per loro, il lieto fine può anche esserci
    magari con l’ausilio benevolo di una carta di credito…
    per me no...
    che mi ostino a viaggiare senza biglietto.)
    February 25

    wake

    Per tua volontà,
    è che restano aperte
    le mie palpebre appesantite
     dalla notte estenuante?
     
    Ami irrompere nei miei sogni certi,
    irridendomi con ombre a te sembianti?
     
    È forse il tuo spirito,
    evaporato dal tuo corpo,
    che mandi da lontano
    per spiare le mie azioni,
    per scoprire in me ore frivole e vergogne,
    bersaglio ed alimento della tua gelosia?
     
    Oh no...
    il tuo amore pur forte,
     non è tanto grande!
     
    E' il mio amore
    a tener svegli i miei occhi,
    il mio devoto amore,
    frusta il mio riposo
    per esser sempre vigile al tuo fianco...
     
    Per te
    io veglio
     e tu vegli ovunque,,
    seppur accanto ad altri comunque,
    tu vegli su di me.
     

    W. Shakespeare

    February 21

    "A dopo"

    L’ultimo contatto. L’ultimo saluto.
    Un “a dopo” informale e discreto.
    E se fosse stato un “a presto” sarebbe stato uguale,
    un palliativo temporale privo di un intento reale.
    Era un “a dopo”
    che valeva quanto un “a presto”
    che poteva valere quanto un “mai più”


    Poi il tempo che passa... sfugge e non lo trattengo
    e non so se sono passati giorni ,ore o minuti
    ma ad un certo punto fu subito dopo.
     
    E in quel dopo
    io arrivo in ritardo, lui in anticipo.
    E io lo guardo
    e i suoi occhi affondano di nuovo nei miei.

    Ed è di nuovo con me.
    E di nuovo mi stringe, accarezza e
    inavvertitamente
    mi graffia l’anima con le sue mani  troppo lunghe,
    e non v'è strumento musicale che vorrebbe suonare
    adesso è me che suona,
    e l’armonia è perfetta.
     
    E la testa e il corpo e il respiro e il battito
    e il muro dietro la mia testa,
    perfetti.
     
    Ed è giorno,
    ma sembra notte,
     ma sembra sempre

    Abbiamo addormentato il sole sotto il cuscino,
    anche se lui pensa che così ci bruciamo, ma a me non importa, bruciare.
    Ed è giorno ora, ma anche dopo, un dopo che mi avvolge,
    che non voglio finisca mentre lo consumo.
    Ed è dopo,
     ma dopo è già troppo tardi
     
    E siamo già in piedi, 
    davanti ad un condizionatore d’aria calda,
    perché fa freddo, lui lo sente e  io no.
    Non sento niente, tranne lui.

    Ed è dopo,
    e scivoliamo in macchina,
    e ci allontaniamo .
    Se è già dopo adesso,
    vuol dire che
     non sarà dopo mai più,
    penso io.
     

    E penso che non possiamo più salutarci
    perché non c’è saluto che valga tanto.
    Non c’è frase che possa restituire tempo a chi di tempo non ne ha più.
     
    A chi il proprio tempo l’ha esaurito del tutto tra un dopo e l’altro.
    Un nuovo “a dopo” non può esserci e lo sappiamo entrambi.
     Ma forse mi sbaglio. Allora sto zitta. Allora sta zitto.

    Io penso di dover andare via.
                             Io vado via. E vado via senza voltarmi.
                       Mi fermo un attimo
                       come se una riserva di pensieri sparpagliati e confusi e immagini e suoni
                             finora accovacciati sul mio ventre,
                             rotolassero a terra.
     Devo andare...
                         un magliettone di lana nera con me dentro troppo sottile per non pesarmi.
     
    Ma devo andare
                         e invece sono ferma con le mani conserte,
                      abbasso lo sguardo e non vedo nulla a parte un cerchio e numeri e lancette...

    Ho perso qualcosa ma non ho il tempo di cercarla, gliela lascio.
    E vado via.
    February 10

    Laude

     
     
    Infiammata,
             come un ragazzo sofisticato alla prima Passione Intellettuale,
    Consapevole e libera appieno
           avendo perso il titolo alla piena libertà,
    Folgorata dalla consapevolezza ,
          per una volta, (come mi vorrei sempre)
    Scossa  ma  sicura, ancora una volta...
    sono qui,  in compagnia dei miei pensieri distorti.
     
     vedi mio caro...
     non è un anello magico,  nè lo slancio sessuale
    che dà fede al rendermi tua donna ,
    marchiando  di un unico intento le nostre volontà pur libere e distinte,
    ponendo ogni mia previa possibilità ad un apice abbagliante,
    azzerando il passato... cancellando, pagando tutti i debiti ...
    non è nulla di tutto questo.
     
    E' la mia inquietudine...
    il mio esser temeraria
    il mio voler  parlar violento,
    proferire selvagge poesie,
    zittire,
    star muta ,
    invocare una grazia mai ricevuta ...
    scappare da te
    per poi giacere, lungamente,
    nella densa tenebra del tuo abbraccio,
    dormendo fra terra e spazio.
      
    February 05

    cattiva

    Pensavo: vorrei diventare cattiva.
    Anzi, forse dovrei.
    Non sono alla moda. 
    Ma diventarlo così di punto in bianco non credo mi darebbe le giustificazioni che cerco.
     
    La grazia si concede ai cattivi che si fingono buoni.
    A chi non ha mai fatto del male a nessuno si concede lo sguardo zoppo del mansueto. 
    La consapevolezza che qualcuno non ti farà mai del male perchè ha un'indole onesta ti spinge ad ignorarlo.
     
    Esisti se colpisci.
    Esisti nelle ferite che infliggi.
    Se non hai mai fatto del male a nessuno...
    bè hai solo tagli e cicatrici che non rendono più vero te, ma chi te le ha inflitte.
     
    Dovrei diventare cattiva.
    E smettere di lasciar scorrere la scia del mio sangue.
    Ho dato la vita a troppi.
    Troppo deliziosamente trafitta in virtù di uno sguardo pulito che mi voglio sporcare.
     
    Pensavo: voglio diventare cattiva. Voglio?...mmm
     
    La mia vita per la tua.
    Cedere il mio inferno nobile e nobilitante per il paradiso degli impuniti.
    Scambiare  la mia virtù con un pacco di marlboro.
    e se  diventerò cattiva ...
    il mio sorriso sarà un  ghigno.
    e non avrò più paura. di ghignare...
     
    Ma non posso.
    Non sarei io.
     
    Moon
     
    January 31

    Bolle

    Una primavera prematura sembra sbocciarmi tra le mani aperte.
     
    Non ci sono conchiglie però.
     Nè languidi sguardi di veneri discinte.
     
    Solo un vento gentile che col suo fascinare raccoglie foglie volanti,
    strette, come amanti in una spirale di eterea passione.
     
    C'è un sole ingannevole che mi accarezza i capelli
    e si riflette sulle mie guance arrossate.
     
    E ci sono ali di farfalle che mi volteggiano nello stomaco
    anche se non ricordo di averne mai ingoiate.
     
    Io intanto sbrigo faccende che barcollano sulle punte delle dita.
    Come se nulla fosse.
    Io intanto sono più distratta del solito.
     
    E traccio bolle di sospensione onirica.
     
    C'è un pulsare di battiti insoliti.
    Il cuore vorrebbe fermarsi per goderne a pieno...
    battito dopo battito...
     
     
    Ma cosa mi starà mai  succedendo?
    ...mmm.
    Moon
     
    January 26

    Mirror

     
    Se io,
    naufrago
    a cui non è concesso alcun appiglio,
    potessi afferrare le tue mani...
    le stringerei forte,
    non per salvarmi,
    non preoccuparti,
    solo ritardar la morte.

    Ma se io potessi
    infilarmi nei tuoi Specchi
    tu ti vedresti coi miei occhi
    e in un secondo,
    o forse meno,
    riuscirei a portarti in cielo.
     
        Moon