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April 10

Polvere

 

E camminare sul lungomare,
quando tira vento da dietro,
mi fa stare tranquilla.
 
L'acciottolato è incrinato,
devo stare attenta, ma non troppo.
Perchè qui posso concedermi la felicità.
 
Tremano i muscoli,
rincorrono i miei occhi vivaci
che annaspano all'ultimo sole.
Guardo un po' più in là.
 
Fermo la vita in questo respiro,
di una donna segreta che solo pochi occhi hanno visto.
Passi fuggenti di chi ha riso di me,
dell'assurdo dispiegarsi della vita, alle volte fata gramigna.
 
E se credi alla ragione,
scegli almeno il silenzio.
Non ho parole per spiegare
di come una nuvola m'incanti la vista,
mentre la storia mi passa accanto.
 
Ed è solo per stranezza che consumo scarpe,
cercando un alibi per non andarmene.
Aggrappata, mio malgrado, ad un letto che non amo.
 
Ho pensieri in affitto che pagano i conti con il presente.
E sogni imbastiti male che non sanno nemmeno volare.
 
 
Un passo, un altro.
Guardami ora. Mai più la stessa.
 
Tatuato su una panchina
deve esserci ancora il mio nome,
nome vecchio vent’anni.
 
Indelebile,
 Come la vita che scoverai sotto tutta questa polvere.
 
Moon
November 24

Terremoto

La frenesia mi scalda le vene,

il cuore pompa sangue buono.

Resta calma, attenta, mi dico.

Se puoi, in disparte.

Allena con cura il tempo.

Rendilo resistente, ai piccoli dolori, alla sfortuna e al rancore.

Che come ruggine consuma le tue energie.

 

Non ti curar che di due cose.

Delle tue scarpe e delle parole.

 

Le prime consumale, per fottuto desiderio di godere.

     ...che troppi angoli di mondo sono ancora  da vedere.

 

Le seconde coltivale, quando di parlare sarai stanco.

Con le stagioni che verranno, ma senza troppa finezza.

Falle riposare su un foglio, invecchiare.

Come il vino buono.

 

Brinderemo.

Mescolando sapori di vita.

Il tuo bicchiere è già colmo.

E lo vedo nel profilo del tuo sorriso,

nello scorcio di quegli occhi che non temono il tramonto.

 

Non tremare, non sprecare il tempo ad aver paura.

Voglia di cadere, di guardar scivolare la polvere,

con il muso a terra, donna e bambina insieme.

Con in gola un  solo grasso desiderio.

Di ridermi addosso,

anche quando le lacrime scenderanno a bruciarmi le ginocchia sbucciate.

Ho occhi gonfi di aspettative, lucidi.

Pronti a scoppiare.

 

   (Ci sono parole da sottolineare. Le più schive, le più sane.)

                                                  

           Moon

abbraciami

September 18

Tattoo

 

Perchè le storie le abbiamo già addosso.
Gli anni tatuati.

I finti amori, i veri dolori.

E giuri di non rifarlo più. Mai più.
Poi un giorno t'innamori.
Di qualcuno che ti insegna a fidarti.
E che misuri i passi al posto tuo.
Perché, tu, hai già perso il conto.
Hai segnato solo i saluti.
Che quelli non vorresti mai contarli sul muro.
Adesso.

Io.

Un bacio per l'andata. Uno per il ritorno.
Che si senta.
Il sapore di vita bella.
Dolce e goloso.
Riportalo qui.
Presto.
Per te.
E' tutto sole.
 

July 08

L'erbavoglio

Perché è così che tutto ha inizio.
 
Sono morta mille volte per arrivare fin qui,
a guardare lo splendore del tuo smarrimento...
voglio questa bellezza,
voglio l'amore senza il peccato mortale della promessa,
voglio essere la tua sposa senza il velo infame della purezza,
nuda all'altare e la luce Divina ad avvolgermi le cosce...
 
voglio essere il nido del tuo ritorno,
voglio che il mio sia il nome da covarti in gola,
prima che si tramuti in sussurro o canto,
mai in bugia,
voglio le tue dita a sfiorami, sempre, gelose senza possesso,
voglio l'amore senza scuse.
 
Voglio tutte le strade che ho perduto,
voglio la vita senza rabbia delle comete che ritornano,
voglio che inventi per me un calendario nuovo ogni giorno,
 al mattino, per spezzarlo al buio di notte quando mi cercherai affamato...
 
Voglio tutta la tua fantasia a disegnarmi,
voglio una storia per ogni petalo rosso della tua rabbia,
voglio essere la tua spada mortale,
voglio che tu mi deponga come alla fine di una guerra,
voglio essere il sole ad asciugarti il sangue sulle mani,
voglio il tuo sangue. Voglio esserci. Per sempre.
 

Moon

 
June 09

Like Degas

>
 
E può accadere.
Che i pensieri prendano forma.
Che fioriscano, specchiati in una anonima vetrina.
 
Danzano svelti i miei pensieri
in una ridda di suoni e di voci...
unico spettatore:
il mio sorriso compiaciuto.
 
                   Moon
May 27

Blood

"...Ecco.
Credeva di uccidermi?
Sotto questa cappa non ci sono né carne né sangue da uccidere.
C’è solo un’idea.
E le idee sono a prova di proiettile..."
 
 
May 06

In Paris

Métro Paris.
L'Universo racchiuso in una scatola di latta.
Viandanti che pendolano.
Sospensione spazio-temporale
Occhi che guardano.
I miei.
 
Moon
 
 
 
 
April 23

Uno

 

Unoperunougualeuno.

 

Da soli siamo uno.
Universo unico.
Un nome un cognome
Un fegato una mente
Un cuore.
Un cervello pulsante.
 
Due uno, insieme:
Sono sempre due uno, mi direte.
Due biglie in un sacchetto.
Due matite nero china.
Due chiavi che ticchettano.
Due uno.
 
Poi…
Per uno strano gioco di forze oscure,
accade che due
possan divenir uno.
Strana simbiosi,
affinità selettive
scoperte inconsapevoli
impasto di fiati
incroci di tempo.
 
Ma può accadere.
 
E noi…
quando dei due faremo uno.
uno aiuterà uno a trovare la strada.
gli darà la sua casa.
una casa per due da dividere in uno.
quando dei due faremo uno.
uno farà l'amore con uno tutti i giorni.
 e tutte le notti.
e ci sarà un solo letto.
e un solo odore.
UNO

 

April 04

Emotive Distorsioni

ME

Ho le mani calde e le dita che sembrano consumarsi.
Ho i sensi stretti dentro suoni di tamburo,
come rintocchi sordi a blandirmi l'anima.
Come carezze striate di forza, appena tirate,
scivolate dietro al suono lungo di un altro accordo.
E le braccia forti, già in allarme.
Pronte a sostenere uno sforzo improvviso.
Sentinelle vigili di muscoli molli.
Sono scomoda perfino su questo letto. Oggi.
Non lo so se sia il tempo che è girato in pioggia o il cuscino mal amalgamato.
C'è odore di bruciato, di foglie zuppe.
E profumo di marzapane.
Che si scioglie piano in bocca, si incolla sulle dita, si sbriciola sulla labbra.
Imperfezioni golose sul viso,
mi strofino il naso col palmo di mano…
A gioco di gatti, con gli occhi stretti, mi sento bambina.
Pizzico le labbra con le dita a cercare un altro granello da mandare giù.
Quando qualcuno mi guarda, faccio gli occhi grandi come a dire benvenuto.
Ma non parlo…a volte chissà in quanti si chiedono che timbro di voce ho….
A volte  inseguo le note corte,
a volte allungo qualche  vocale,
come se un qualche posto mi abbia lasciato in gola qualche accento preciso…
E' che dico solo quel che serve.
E poi mi guardo attorno, come per far parlare le cose al posto mio.
YOU
Hai una borsa verde naja , un'agenda fitta di inchiostro china,
un maglione a collo alto, un paio di jeans piacevolmente sdruciti,
cerchi casa, due occhi curiosi, mani che cantano.
Questo è quel che so di te.
E cento altre cose vorrei sapere.
Se ami il mare, se giochi con la sabbia affondando i piedi.
Se ti piace la torta di mele. Se di notte sogni. Se hai smesso di farlo.
Se quando sorridi a labbra strette e le guance ti si riempiono, sai di essere bello.
Oppure non te importa nulla.
Tu che sai gioire per nulla, tacere per sempre o pregare a voce alta…
Vivere. Anche senza darlo a vedere.
E pensare che tu, come me d’altronde, credevi non si potesse più farlo…
Invece adesso hai l’universo che ti scoppia dentro…
Ed io sono venuta a colorarlo.
 
OUT
Sulla strada passano auto.
Non ci son trenini, ninnoli e generali di zucchero a proteggermi ora.
Io già ferita di guerra,
ma guarita dai colpi di battaglia.
Risuonano solo ogni tanto sfuocati ricordi…
O sono rintocchi di maestro indiano su tabla, chi può dirlo.

Mi addormento contando a rovescio.
Dieci, le mie dita.
Nove, libri sul comodino.
OUTOtto, candele da spegnere.
Sette, passi da fare.
Sei, quaderni da scrivere.
Cinque, giorni per lavorare.
Quattro, parole da lasciare.
Tre, dolori da dimenticare.
Due, le nostre anime da accudire.
Una.
Piccola ombra di luce. Io.

March 17

colour

 

C'è sempre una parte fortunata di mondo,
quella che a scuola ti facevano colorare di verde.
 
Il rosso stava sempre più sotto…
rosso come gli errori di grammatica,
rosso come l'alt del semaforo,
come un pugno allo stomaco
quando diventi grande
e non dai tutto per scontato.
 
Piccole parti di terra erano gialle,
i sopravviventi, quelli in rincorsa,
alla ricerca di striature,
se non proprio verdi almeno vicini
a colori di campi baciati dal sole.
 
Senza l'arsura,
rigagnoli di blu,
gocce di speranza.
 
Ma se ti distrai un attimo la sabbia
finisce nel pacchetto del villaggio vacanze e,
passeggiare lasciando orme leggere sul bagnasciuga,
diventa un lusso...
 
Ho colorato la mia vita di verde,
più per buon auspicio
che per desiderio di denaro.
 
 
Ha piovuto tanto in varie e diverse stagioni,
ho coltivato poche rose in un giardino.
Ancora ne sento il profumo.
Hanno un nome preciso,
spine che non pungono ma proteggono.
 
Sul mio balcone c'è una girandola
 per far giocare il vento,
perchè, al mio risveglio, 
lui sia lì, a sussurrare,
appoggiato alla mia finestra.
 
Buongiorno al sole e alle nuvole...
 
Dicono che sia sempre lo stesso cielo
che ora con te riposa, 
e ti porterà il mio saluto
con il ritardo di una notte di sogni.
 
Ti risvegli nella mia sera,
ti svegli con me,
con ciò che di te ho portato addosso.
 
Attorno il mondo è a colori.
Appesa ad una fotografia,
ti saluto dalla finestra
che vede spuntare la Luna.
 

Moon

February 28

without ticket

So di essere popolata da contraddizioni e ritmi altalenanti.
So di essere imbambolata a volte. 
So che non è un bene abituarsi a situazioni-cose-persone-verdure
per loro natura mutabili e inaffidabili..(so che le zucchine dopo
tre giorni di frigo, il quarto si rammolliscono, per esempio).
 
So che se non tengo una cartina stradale in borsa,
ovunque io mi trovi, mi sento sperduta.
So di essere sperduta.
E che una cartina è solo un foglio di carta
piegato male e imbrattato di strade.
 
So che se stringo forte le palpebre ed esprimo un desiderio,
quello non si avvererà comunque.
So che la musica è astratta e che io non sono una nota.
So che le mie emozioni sono dettate dai miei umori,
quindi se sorrido non vuol dire che io sia felice.
 
E che se non dico nulla è perchè è il momento giusto di parlare.
Ed io parlo sempre al momento sbagliato, 
quando i miei timpani non ascoltano.
 
So che i giorni si accavallano
e che fare croci sul calendario non serve a trattenerli.
So di stizzire i treni quando li rincorro.
 
So che se prendo una decisione definitiva, dopo pochi minuti cambio idea..
 
Ed è per questo che sovente non prendo decisioni.
Ma le decisioni non prese sono come le decisioni estorte.
Hanno il cattivo odore e l’inconsistenza della carta che brucia.
Ti accartocciano la volontà fino a farti credere di non averne.
Ti fanno saltare al passo successivo, senza godere di quello precedente.
 
Io so esattamente cosa vorrei in questo momento.
E so esattamente di cosa sarò privata.
E so esattamente che le lacrime di coccodrillo
non si addicono a me.
 
 
 
(I coccodrilli  non soffrono di peccati originali,
ma del complesso da borsa  mancata, o da scarpa spaiata....
per loro, il lieto fine può anche esserci
magari con l’ausilio benevolo di una carta di credito…
per me no...
che mi ostino a viaggiare senza biglietto.)
February 25

wake

Per tua volontà,
è che restano aperte
le mie palpebre appesantite
 dalla notte estenuante?
 
Ami irrompere nei miei sogni certi,
irridendomi con ombre a te sembianti?
 
È forse il tuo spirito,
evaporato dal tuo corpo,
che mandi da lontano
per spiare le mie azioni,
per scoprire in me ore frivole e vergogne,
bersaglio ed alimento della tua gelosia?
 
Oh no...
il tuo amore pur forte,
 non è tanto grande!
 
E' il mio amore
a tener svegli i miei occhi,
il mio devoto amore,
frusta il mio riposo
per esser sempre vigile al tuo fianco...
 
Per te
io veglio
 e tu vegli ovunque,,
seppur accanto ad altri comunque,
tu vegli su di me.
 

W. Shakespeare

February 21

"A dopo"

L’ultimo contatto. L’ultimo saluto.
Un “a dopo” informale e discreto.
E se fosse stato un “a presto” sarebbe stato uguale,
un palliativo temporale privo di un intento reale.
Era un “a dopo”
che valeva quanto un “a presto”
che poteva valere quanto un “mai più”


Poi il tempo che passa... sfugge e non lo trattengo
e non so se sono passati giorni ,ore o minuti
ma ad un certo punto fu subito dopo.
 
E in quel dopo
io arrivo in ritardo, lui in anticipo.
E io lo guardo
e i suoi occhi affondano di nuovo nei miei.

Ed è di nuovo con me.
E di nuovo mi stringe, accarezza e
inavvertitamente
mi graffia l’anima con le sue mani  troppo lunghe,
e non v'è strumento musicale che vorrebbe suonare
adesso è me che suona,
e l’armonia è perfetta.
 
E la testa e il corpo e il respiro e il battito
e il muro dietro la mia testa,
perfetti.
 
Ed è giorno,
ma sembra notte,