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    February 28

    without ticket

    So di essere popolata da contraddizioni e ritmi altalenanti.
    So di essere imbambolata a volte. 
    So che non è un bene abituarsi a situazioni-cose-persone-verdure
    per loro natura mutabili e inaffidabili..(so che le zucchine dopo
    tre giorni di frigo, il quarto si rammolliscono, per esempio).
     
    So che se non tengo una cartina stradale in borsa,
    ovunque io mi trovi, mi sento sperduta.
    So di essere sperduta.
    E che una cartina è solo un foglio di carta
    piegato male e imbrattato di strade.
     
    So che se stringo forte le palpebre ed esprimo un desiderio,
    quello non si avvererà comunque.
    So che la musica è astratta e che io non sono una nota.
    So che le mie emozioni sono dettate dai miei umori,
    quindi se sorrido non vuol dire che io sia felice.
     
    E che se non dico nulla è perchè è il momento giusto di parlare.
    Ed io parlo sempre al momento sbagliato, 
    quando i miei timpani non ascoltano.
     
    So che i giorni si accavallano
    e che fare croci sul calendario non serve a trattenerli.
    So di stizzire i treni quando li rincorro.
     
    So che se prendo una decisione definitiva, dopo pochi minuti cambio idea..
     
    Ed è per questo che sovente non prendo decisioni.
    Ma le decisioni non prese sono come le decisioni estorte.
    Hanno il cattivo odore e l’inconsistenza della carta che brucia.
    Ti accartocciano la volontà fino a farti credere di non averne.
    Ti fanno saltare al passo successivo, senza godere di quello precedente.
     
    Io so esattamente cosa vorrei in questo momento.
    E so esattamente di cosa sarò privata.
    E so esattamente che le lacrime di coccodrillo
    non si addicono a me.
     
     
     
    (I coccodrilli  non soffrono di peccati originali,
    ma del complesso da borsa  mancata, o da scarpa spaiata....
    per loro, il lieto fine può anche esserci
    magari con l’ausilio benevolo di una carta di credito…
    per me no...
    che mi ostino a viaggiare senza biglietto.)
    February 25

    wake

    Per tua volontà,
    è che restano aperte
    le mie palpebre appesantite
     dalla notte estenuante?
     
    Ami irrompere nei miei sogni certi,
    irridendomi con ombre a te sembianti?
     
    È forse il tuo spirito,
    evaporato dal tuo corpo,
    che mandi da lontano
    per spiare le mie azioni,
    per scoprire in me ore frivole e vergogne,
    bersaglio ed alimento della tua gelosia?
     
    Oh no...
    il tuo amore pur forte,
     non è tanto grande!
     
    E' il mio amore
    a tener svegli i miei occhi,
    il mio devoto amore,
    frusta il mio riposo
    per esser sempre vigile al tuo fianco...
     
    Per te
    io veglio
     e tu vegli ovunque,,
    seppur accanto ad altri comunque,
    tu vegli su di me.
     

    W. Shakespeare

    February 21

    "A dopo"

    L’ultimo contatto. L’ultimo saluto.
    Un “a dopo” informale e discreto.
    E se fosse stato un “a presto” sarebbe stato uguale,
    un palliativo temporale privo di un intento reale.
    Era un “a dopo”
    che valeva quanto un “a presto”
    che poteva valere quanto un “mai più”


    Poi il tempo che passa... sfugge e non lo trattengo
    e non so se sono passati giorni ,ore o minuti
    ma ad un certo punto fu subito dopo.
     
    E in quel dopo
    io arrivo in ritardo, lui in anticipo.
    E io lo guardo
    e i suoi occhi affondano di nuovo nei miei.

    Ed è di nuovo con me.
    E di nuovo mi stringe, accarezza e
    inavvertitamente
    mi graffia l’anima con le sue mani  troppo lunghe,
    e non v'è strumento musicale che vorrebbe suonare
    adesso è me che suona,
    e l’armonia è perfetta.
     
    E la testa e il corpo e il respiro e il battito
    e il muro dietro la mia testa,
    perfetti.
     
    Ed è giorno,
    ma sembra notte,
     ma sembra sempre

    Abbiamo addormentato il sole sotto il cuscino,
    anche se lui pensa che così ci bruciamo, ma a me non importa, bruciare.
    Ed è giorno ora, ma anche dopo, un dopo che mi avvolge,
    che non voglio finisca mentre lo consumo.
    Ed è dopo,
     ma dopo è già troppo tardi
     
    E siamo già in piedi, 
    davanti ad un condizionatore d’aria calda,
    perché fa freddo, lui lo sente e  io no.
    Non sento niente, tranne lui.

    Ed è dopo,
    e scivoliamo in macchina,
    e ci allontaniamo .
    Se è già dopo adesso,
    vuol dire che
     non sarà dopo mai più,
    penso io.
     

    E penso che non possiamo più salutarci
    perché non c’è saluto che valga tanto.
    Non c’è frase che possa restituire tempo a chi di tempo non ne ha più.
     
    A chi il proprio tempo l’ha esaurito del tutto tra un dopo e l’altro.
    Un nuovo “a dopo” non può esserci e lo sappiamo entrambi.
     Ma forse mi sbaglio. Allora sto zitta. Allora sta zitto.

    Io penso di dover andare via.
                             Io vado via. E vado via senza voltarmi.
                       Mi fermo un attimo
                       come se una riserva di pensieri sparpagliati e confusi e immagini e suoni
                             finora accovacciati sul mio ventre,
                             rotolassero a terra.
     Devo andare...
                         un magliettone di lana nera con me dentro troppo sottile per non pesarmi.
     
    Ma devo andare
                         e invece sono ferma con le mani conserte,
                      abbasso lo sguardo e non vedo nulla a parte un cerchio e numeri e lancette...

    Ho perso qualcosa ma non ho il tempo di cercarla, gliela lascio.
    E vado via.
    February 10

    Laude

     
     
    Infiammata,
             come un ragazzo sofisticato alla prima Passione Intellettuale,
    Consapevole e libera appieno
           avendo perso il titolo alla piena libertà,
    Folgorata dalla consapevolezza ,
          per una volta, (come mi vorrei sempre)
    Scossa  ma  sicura, ancora una volta...
    sono qui,  in compagnia dei miei pensieri distorti.
     
     vedi mio caro...
     non è un anello magico,  nè lo slancio sessuale
    che dà fede al rendermi tua donna ,
    marchiando  di un unico intento le nostre volontà pur libere e distinte,
    ponendo ogni mia previa possibilità ad un apice abbagliante,
    azzerando il passato... cancellando, pagando tutti i debiti ...
    non è nulla di tutto questo.
     
    E' la mia inquietudine...
    il mio esser temeraria
    il mio voler  parlar violento,
    proferire selvagge poesie,
    zittire,
    star muta ,
    invocare una grazia mai ricevuta ...
    scappare da te
    per poi giacere, lungamente,
    nella densa tenebra del tuo abbraccio,
    dormendo fra terra e spazio.
      
    February 05

    cattiva

    Pensavo: vorrei diventare cattiva.
    Anzi, forse dovrei.
    Non sono alla moda. 
    Ma diventarlo così di punto in bianco non credo mi darebbe le giustificazioni che cerco.
     
    La grazia si concede ai cattivi che si fingono buoni.
    A chi non ha mai fatto del male a nessuno si concede lo sguardo zoppo del mansueto. 
    La consapevolezza che qualcuno non ti farà mai del male perchè ha un'indole onesta ti spinge ad ignorarlo.
     
    Esisti se colpisci.
    Esisti nelle ferite che infliggi.
    Se non hai mai fatto del male a nessuno...
    bè hai solo tagli e cicatrici che non rendono più vero te, ma chi te le ha inflitte.
     
    Dovrei diventare cattiva.
    E smettere di lasciar scorrere la scia del mio sangue.
    Ho dato la vita a troppi.
    Troppo deliziosamente trafitta in virtù di uno sguardo pulito che mi voglio sporcare.
     
    Pensavo: voglio diventare cattiva. Voglio?...mmm
     
    La mia vita per la tua.
    Cedere il mio inferno nobile e nobilitante per il paradiso degli impuniti.
    Scambiare  la mia virtù con un pacco di marlboro.
    e se  diventerò cattiva ...
    il mio sorriso sarà un  ghigno.
    e non avrò più paura. di ghignare...
     
    Ma non posso.
    Non sarei io.
     
    Moon