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February 28 without ticket
Ed è per questo che sovente non prendo decisioni.
Ma le decisioni non prese sono come le decisioni estorte.
Hanno il cattivo odore e l’inconsistenza della carta che brucia.
Ti accartocciano la volontà fino a farti credere di non averne.
Ti fanno saltare al passo successivo, senza godere di quello precedente.
Io so esattamente cosa vorrei in questo momento.
E so esattamente di cosa sarò privata.
E so esattamente che le lacrime di coccodrillo
non si addicono a me.
(I coccodrilli non soffrono di peccati originali,
ma del complesso da borsa mancata, o da scarpa spaiata....
per loro, il lieto fine può anche esserci
magari con l’ausilio benevolo di una carta di credito…
per me no...
che mi ostino a viaggiare senza biglietto.) February 25 wakePer tua volontà,
è che restano aperte
le mie palpebre appesantite
dalla notte estenuante?
Ami irrompere nei miei sogni certi,
irridendomi con ombre a te sembianti?
È forse il tuo spirito,
evaporato dal tuo corpo,
che mandi da lontano per spiare le mie azioni,
per scoprire in me ore frivole e vergogne, bersaglio ed alimento della tua gelosia? Oh no...
il tuo amore pur forte,
non è tanto grande!
E' il mio amore
a tener svegli i miei occhi,
il mio devoto amore,
frusta il mio riposo
per esser sempre vigile al tuo fianco...
Per te
io veglio
e tu vegli ovunque,,
seppur accanto ad altri comunque,
tu vegli su di me.
W. Shakespeare February 21 "A dopo"L’ultimo contatto. L’ultimo saluto.
Un “a dopo” informale e discreto.
E se fosse stato un “a presto” sarebbe stato uguale, un palliativo temporale privo di un intento reale.
Era un “a dopo”
che valeva quanto un “a presto”
che poteva valere quanto un “mai più”
Poi il tempo che passa... sfugge e non lo trattengo e non so se sono passati giorni ,ore o minuti
ma ad un certo punto fu subito dopo.
E in quel dopo
io arrivo in ritardo, lui in anticipo.
E io lo guardo
e i suoi occhi affondano di nuovo nei miei.
Ed è di nuovo con me. E di nuovo mi stringe, accarezza e
inavvertitamente
mi graffia l’anima con le sue mani troppo lunghe,
e non v'è strumento musicale che vorrebbe suonare
adesso è me che suona,
e l’armonia è perfetta.
E la testa e il corpo e il respiro e il battito
e il muro dietro la mia testa,
perfetti.
Ed è giorno,
ma sembra notte,
ma sembra sempre
Abbiamo addormentato il sole sotto il cuscino, anche se lui pensa che così ci bruciamo, ma a me non importa, bruciare.
Ed è giorno ora, ma anche dopo, un dopo che mi avvolge,
che non voglio finisca mentre lo consumo.
Ed è dopo,
ma dopo è già troppo tardi
E siamo già in piedi,
davanti ad un condizionatore d’aria calda,
perché fa freddo, lui lo sente e io no.
Non sento niente, tranne lui.
Ed è dopo, e scivoliamo in macchina,
e ci allontaniamo .
Se è già dopo adesso, vuol dire che
non sarà dopo mai più,
penso io.
E penso che non possiamo più salutarci perché non c’è saluto che valga tanto.
Non c’è frase che possa restituire tempo a chi di tempo non ne ha più. A chi il proprio tempo l’ha esaurito del tutto tra un dopo e l’altro.
Un nuovo “a dopo” non può esserci e lo sappiamo entrambi. Ma forse mi sbaglio. Allora sto zitta. Allora sta zitto.
Io penso di dover andare via.
Io vado via. E vado via senza voltarmi.
Mi fermo un attimo come se una riserva di pensieri sparpagliati e confusi e immagini e suoni
finora accovacciati sul mio ventre,
rotolassero a terra.
Devo andare...
un magliettone di lana nera con me dentro troppo sottile per non pesarmi.
Ma devo andare
e invece sono ferma con le mani conserte,
abbasso lo sguardo e non vedo nulla a parte un cerchio e numeri e lancette...
Ho perso qualcosa ma non ho il tempo di cercarla, gliela lascio. E vado via. February 10 LaudeInfiammata,
come un ragazzo sofisticato alla prima Passione Intellettuale,
Consapevole e libera appieno
avendo perso il titolo alla piena libertà,
Folgorata dalla consapevolezza ,
per una volta, (come mi vorrei sempre)
Scossa ma sicura, ancora una volta...
sono qui, in compagnia dei miei pensieri distorti.
vedi mio caro...
non è un anello magico, nè lo slancio sessuale
che dà fede al rendermi tua donna ,
marchiando di un unico intento le nostre volontà pur libere e distinte,
ponendo ogni mia previa possibilità ad un apice abbagliante,
azzerando il passato... cancellando, pagando tutti i debiti ...
non è nulla di tutto questo.
E' la mia inquietudine...
il mio esser temeraria
il mio voler parlar violento,
proferire selvagge poesie,
zittire,
star muta ,
invocare una grazia mai ricevuta ...
scappare da te
per poi giacere, lungamente,
nella densa tenebra del tuo abbraccio,
dormendo fra terra e spazio.
February 05 cattiva
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