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    December 02

    Memoria

    Le medicine non mi soccorrono più;

    aumenta l'enfiagione delle mie gambe;

    e sonnecchio seduto più che disteso.

    Uno dei vantaggi della morte sarà d'esser disteso ancora, in un letto.

    Ormai, tocca a me consolare gli altri.

    Gli ricordo che da tempo, ormai,

    la morte mi appare la soluzione più elegante dei miei problemi;

    come sempre, i miei voti finiscono per realizzarsi,

    ma in modo più lento, più indiretto di quel che potessi mai credere.

     

    Mi rallegro che il male m'abbia lasciato la lucidità sino all'ultimo;

    di non aver dovuto subire la prova dell'estrema vecchiezza,

    di non esser destinato a conoscere quell'indurimento,

    quella atroce assenza di desideri.

     

    Se i miei calcoli son giusti,

    mio padre è morto pressapoco all'età alla quale io son giunto;

    la mia vita è già stata d'una metà più lunga di quella di mio padre, morto a quarant'anni.

     

    Tutto è pronto.

    Il piccolo gruppo degl'intimi si stringe al mio capezzale.

    Cabria mi fa pena. Le lacrime mal si addicono alle rughe dei vecchi.

     

    Il bel volto di Celere è, come sempre, singolarmente calmo;

    è intento a curarmi senza lasciare trapelar nulla

    che potrebbe contribuire all'ansia o alla stanchezza d'un malato.

    Ma Diotimo singhiozza, la testa affondata nei guanciali.

    E, tuttavia, l'esile spalla si agita convulsamente sotto le pieghe della tunica; sento sotto le dita queste lacrime deliziose.

    Fino all'ultimo istante,

    Adriano sarà stato amato d'amore umano.

    Piccola anima smarrita e soave,

    compagna e ospite del corpo,

    ora t'appresti a scendere in luoghi incolori,

    ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti.

    Un istante ancora,

    guardiamo insieme le rive familiari,

    le cose che certamente non vedremo mai più...

    Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti...

     

    Animula vagula, blandula,
    Hospes comesque corporis,
    Quae nunc abibis in loca
    Pallidula, rigida, nudula,
    Nec, ut soles, dabis iocos...
     
    P. Aelius, Hadrianus, Imp.