La frenesia mi scalda le vene,
il cuore pompa sangue buono.
Resta calma, attenta, mi dico.
Se puoi, in disparte.
Allena con cura il tempo.
Rendilo resistente, ai piccoli dolori, alla sfortuna e al rancore.
Che come ruggine consuma le tue energie.
Non ti curar che di due cose.
Delle tue scarpe e delle parole.
Le prime consumale, per fottuto desiderio di godere.
...che troppi angoli di mondo sono ancora da vedere.
Le seconde coltivale, quando di parlare sarai stanco.
Con le stagioni che verranno, ma senza troppa finezza.
Falle riposare su un foglio, invecchiare.
Come il vino buono.
Brinderemo.
Mescolando sapori di vita.
Il tuo bicchiere è già colmo.
E lo vedo nel profilo del tuo sorriso,
nello scorcio di quegli occhi che non temono il tramonto.
Non tremare, non sprecare il tempo ad aver paura.
Voglia di cadere, di guardar scivolare la polvere,
con il muso a terra, donna e bambina insieme.
Con in gola un solo grasso desiderio.
Di ridermi addosso,
anche quando le lacrime scenderanno a bruciarmi le ginocchia sbucciate.
Ho occhi gonfi di aspettative, lucidi.
Pronti a scoppiare.
(Ci sono parole da sottolineare. Le più schive, le più sane.)
Moon
