Roberta's profileMoonPhotosBlogListsMore Tools Help

Roberta S.

Location
Interests

Windows Media Player

by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
Benvenuto nel mio Spaces!
Please wait...
Sorry, the comment you entered is too long. Please shorten it.
You didn't enter anything. Please try again.
Sorry, we can't add your comment right now. Please try again later.
To add a comment, you need permission from your parent. Ask for permission
Your parent has turned off comments.
Sorry, we can't delete your comment right now. Please try again later.
You've exceeded the maximum number of comments that can be left in one day. Please try again in 24 hours.
Your account has had the ability to leave comments disabled because our systems indicate that you may be spamming other users. If you believe that your account has been disabled in error please contact Windows Live support.
Complete the security check below to finish leaving your comment.
The characters you type in the security check must match the characters in the picture or audio.
C'è una vecchia biblioteca nel web, che ognuno può riempire con parole, con libri e con immagini..
Cerchiamo sguardi acuti, parole originali, opinioni scomode.
Vuoi partecipare?
May 6
Carlowrote:
Ciao Rò, come stai?
Un abbraccio...
 
 
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.
 
Nazim Hikmet (1942) 
Aug. 16
Daniele DANZwrote:
non lo trovavo.... era proprio in cima...
come avere gli occhiali sulla punta del naso e non trovarli... O_O
:-*******************
volo da te
Danz 
Aug. 15

Moon

Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini.
December 02

Memoria

Le medicine non mi soccorrono più;

aumenta l'enfiagione delle mie gambe;

e sonnecchio seduto più che disteso.

Uno dei vantaggi della morte sarà d'esser disteso ancora, in un letto.

Ormai, tocca a me consolare gli altri.

Gli ricordo che da tempo, ormai,

la morte mi appare la soluzione più elegante dei miei problemi;

come sempre, i miei voti finiscono per realizzarsi,

ma in modo più lento, più indiretto di quel che potessi mai credere.

 

Mi rallegro che il male m'abbia lasciato la lucidità sino all'ultimo;

di non aver dovuto subire la prova dell'estrema vecchiezza,

di non esser destinato a conoscere quell'indurimento,

quella atroce assenza di desideri.

 

Se i miei calcoli son giusti,

mio padre è morto pressapoco all'età alla quale io son giunto;

la mia vita è già stata d'una metà più lunga di quella di mio padre, morto a quarant'anni.

 

Tutto è pronto.

Il piccolo gruppo degl'intimi si stringe al mio capezzale.

Cabria mi fa pena. Le lacrime mal si addicono alle rughe dei vecchi.

 

Il bel volto di Celere è, come sempre, singolarmente calmo;

è intento a curarmi senza lasciare trapelar nulla

che potrebbe contribuire all'ansia o alla stanchezza d'un malato.

Ma Diotimo singhiozza, la testa affondata nei guanciali.

E, tuttavia, l'esile spalla si agita convulsamente sotto le pieghe della tunica; sento sotto le dita queste lacrime deliziose.

Fino all'ultimo istante,

Adriano sarà stato amato d'amore umano.

Piccola anima smarrita e soave,

compagna e ospite del corpo,

ora t'appresti a scendere in luoghi incolori,

ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti.

Un istante ancora,

guardiamo insieme le rive familiari,

le cose che certamente non vedremo mai più...

Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti...

 

Animula vagula, blandula,
Hospes comesque corporis,
Quae nunc abibis in loca
Pallidula, rigida, nudula,
Nec, ut soles, dabis iocos...
 
P. Aelius, Hadrianus, Imp.

November 16

LA MIA STRADA

 

La mia strada è un sentiero che vorrei aver già scoperto.
Credevo di averlo ben chiaro, anni fa.
Invece  continuo ad inciampare in ghiaia e violette,
i miei piedi nudi imbruniti
da  polvere e pioggia invischiata fra i sassi.
 
La mia strada non ha un nome, è direzione senza meta.
E' un rigagnolo di vita qualunque
che si inerpica su una collina docile...
Argini sconnessi, falle e buche aggiustate dal tempo,
dalle corse di altri angeli bambini,
dal passeggiare lento e cadenzato dei miei passi.
Leggeri,  come i salti di uno stambecco.
 
Serbo pensieri stretti come vestiti smessi,
conservati per ricordo e paura,
nostalgia e timore di non essere più bambina.
Intreccio margherite, fiori per ingannare la mente,
quasi a voler per ubriacare la paura.
E quando il sole gira scende il freddo.
 
Girotondo per il mondo,
foglie al vento, bruciate al sole,
come fogli di rame illuminano il sentiero.
Vento sulla pelle,
a seccare lacrime negli occhi,
a immortalare sorrisi flebili,
leggere increspature sulle guance.
Sorrido, lievemente.
 
Nascondo la speranza
perchè non venga ingannata dalla fortuna.
La mia strada è solo un insieme di passi.
Vivere è decidere se  fermarsi a guardare l'orizzonte,
guardare in cielo o per terra.
Poi lanciare una moneta.
Testa o croce.
E alla fine mettersi a camminare.

   


April 10

Polvere

 

E camminare sul lungomare,
quando tira vento da dietro,
mi fa stare tranquilla.
 
L'acciottolato è incrinato,
devo stare attenta, ma non troppo.
Perchè qui posso concedermi la felicità.
 
Tremano i muscoli,
rincorrono i miei occhi vivaci
che annaspano all'ultimo sole.
Guardo un po' più in là.
 
Fermo la vita in questo respiro,
di una donna segreta che solo pochi occhi hanno visto.
Passi fuggenti di chi ha riso di me,
dell'assurdo dispiegarsi della vita, alle volte fata gramigna.
 
E se credi alla ragione,
scegli almeno il silenzio.
Non ho parole per spiegare
di come una nuvola m'incanti la vista,
mentre la storia mi passa accanto.
 
Ed è solo per stranezza che consumo scarpe,
cercando un alibi per non andarmene.
Aggrappata, mio malgrado, ad un letto che non amo.
 
Ho pensieri in affitto che pagano i conti con il presente.
E sogni imbastiti male che non sanno nemmeno volare.
 
 
Un passo, un altro.
Guardami ora. Mai più la stessa.
 
Tatuato su una panchina
deve esserci ancora il mio nome,
nome vecchio vent’anni.
 
Indelebile,
 Come la vita che scoverai sotto tutta questa polvere.
 
Moon
November 24

Terremoto

La frenesia mi scalda le vene,

il cuore pompa sangue buono.

Resta calma, attenta, mi dico.

Se puoi, in disparte.

Allena con cura il tempo.

Rendilo resistente, ai piccoli dolori, alla sfortuna e al rancore.

Che come ruggine consuma le tue energie.

 

Non ti curar che di due cose.

Delle tue scarpe e delle parole.

 

Le prime consumale, per fottuto desiderio di godere.

     ...che troppi angoli di mondo sono ancora  da vedere.

 

Le seconde coltivale, quando di parlare sarai stanco.

Con le stagioni che verranno, ma senza troppa finezza.

Falle riposare su un foglio, invecchiare.

Come il vino buono.

 

Brinderemo.

Mescolando sapori di vita.

Il tuo bicchiere è già colmo.

E lo vedo nel profilo del tuo sorriso,

nello scorcio di quegli occhi che non temono il tramonto.

 

Non tremare, non sprecare il tempo ad aver paura.

Voglia di cadere, di guardar scivolare la polvere,

con il muso a terra, donna e bambina insieme.

Con in gola un  solo grasso desiderio.

Di ridermi addosso,

anche quando le lacrime scenderanno a bruciarmi le ginocchia sbucciate.

Ho occhi gonfi di aspettative, lucidi.

Pronti a scoppiare.

 

   (Ci sono parole da sottolineare. Le più schive, le più sane.)

                                                  

           Moon

abbraciami

September 18

Tattoo

 

Perchè le storie le abbiamo già addosso.
Gli anni tatuati.

I finti amori, i veri dolori.

E giuri di non rifarlo più. Mai più.
Poi un giorno t'innamori.
Di qualcuno che ti insegna a fidarti.
E che misuri i passi al posto tuo.
Perché, tu, hai già perso il conto.
Hai segnato solo i saluti.
Che quelli non vorresti mai contarli sul muro.
Adesso.

Io.

Un bacio per l'andata. Uno per il ritorno.
Che si senta.
Il sapore di vita bella.
Dolce e goloso.
Riportalo qui.
Presto.
Per te.
E' tutto sole.
 

 
Photo 1 of 8